24 settembre 2015

Affondare


È così che mi sento in questo momento, sapete?

E non è che io non sappia nuotare. Senza false modestie devo dire che me la cavo abbastanza bene. Me la caverei, veramente, nel caso le circostanze fossero favorevoli. O quantomeno normali.

Invece, ultimamente, di normale non c'è nulla. Di favorevole ancora meno. Uno schifo insomma.

Quando vedi che la tua vita si sta sfasciando, quando hai la sensazione di essere lì ad un passo dal baratro, quando il timone che, fino all'altro giorno reggevi con grande sicurezza, non risponde più. Beh, forse c'è qualcosa da rivedere.
Io devo rivedere qualcosa.

A partire da me stessa.

Io non mi piaccio più. Un vero peccato, perché - tutto sommato - non sarei neppure malaccio.
Non è semplicemente questione di ciabatte o di tacchi a spillo. Assomiglia di più ad un essere o non essere, ascoltare o ignorare, vivere o morire.

La sfiga è che al centro del mio mondo ci sono io e, se io affondo, tutto affonda con me.

Ho idea che, prossimamente, sarò parecchio impegnata.

6 commenti:

  1. per altri motivi, credo, il baratro , o meglio io lo chiamo il pozzo, lo vedo e sento di finirci dentro , ma non voglio andare a fondo e allora ho una strategia: annaspo pur non sapendo nuotare ho questa sensazione di annaspamento aggrappandomi a destra e a sinistra a qualunque cosa mi possa fare stare meglio ed uscire dal pozo nel quale mi sono infilata

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    1. Neppure io voglio andare a fondo. Non ci penso neppure di andare giù.

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  2. L'istinto ci porta a sopravvivere, vedrai che presto riaffiorerai in superficie e respirerai a pieni polmoni!
    La forza che hai è ancora viva, si legge tra le righe!

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    1. Sai, Leda, in certi giorni mi sento un leone. E allora ci credo.
      In altri mi pare di essere un piccolo essere indifeso, schiacciato dagli eventi.
      Seguirò il mio istinto, certo.

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  3. Quando mi capita di affondare (o di annaspare, come azzurrocielo) il pensiero in cui trovo conforto è che la sofferenza,, la necessità di aggrapparmi, il dolore, la confusione, la paura, sono manifestazione di quella parte più vera di me che per troppo tempo ho represso, di quella parte che impedisce la mia autodistruzione.

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    1. Assolutamente d'accordo Nikole.
      Finché ci rendiamo conto di ciò che sta accadendo, significa che siamo ancora vivi.

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