31 luglio 2015

Il coraggio di cambiare.

Quante volte ho deciso di cambiare, di rinnovare il mio modo di vivere, di essere?
Quante volte ho sperato che fosse la volta buona!

Rinnovavo un taglio di capelli sperando che cambiando l'aspetto avrei trovato la spinta per cambiare dentro.
Aspettavo un segno, aspettavo il momento giusto...dicevo domani...si...da domani...e passavano i mesi...e sono passati anni: certo che se fai le stesse cose avrai gli stessi risultati.

Ma quanto costa cambiare?
Credi di volerlo, ma hai paura, paura di non essere più la stessa.
Forse non ho mai avuto il coraggio di guardarmi dentro, forse è sempre stato più facile crogiolarmi nel vittimismo e negli alibi che inventavo per evitare di affrontare la realtà.

Mi sono odiata per non avere la forza, al punto di isolarmi e di crearmi delle scuse,
in realtà avevo perso tutte le aspettative, non avevo progetti, pensavo che in fondo oramai...
Mi sono odiata anche perché ad ogni fallimento diventavo più piccola, senza valore, gli stereotipi mi schiacciavano, mi sentivo inadeguata e lo specchio rimandava un'immagine che non mi apparteneva che non mi somigliava affatto.

foto presa dal web
Il percorso altalenante di accettazione che ho fatto in questi anni mi ha portata a perdonarmi a decidere che non sono certo meno brava di altri, che dentro di noi possiamo trovare la forza di riuscire ad essere chi vogliamo.

E' il mio momento, la mia rivoluzione interiore è arrivata, ho smesso di fare le stesse cose, la mia autostima si alza ogni giorno di più e divento ogni giorno più innamorata di me e non c'è sensazione più appagante.

Leda
Continua a leggere...

La sensazione


Ho la sensazione che ci sia dell’altro..

Che ci sia ancora qualcosa che mi aspetta, che la meta finale sia un’altra, che io – qui – sia solo di passaggio.
No, no, nulla a che fare con l’aldilà. Di quello, sinceramente, adesso non mi preoccupo, mi pare prematuro, scusate.
Parlo di questa vita.

Guardando da fuori, pare che la strada sia ormai tracciata, che il percorso sia segnato, che non ci siano varianti possibili.
Ma se io guardo da dentro … no, non ne sono convinta.
Ultimamente poi meno che mai.
Troppi i segnali, troppe le coincidenze, troppe cose che vanno ad incastrarsi fra di loro.

Pezzi di un puzzle che sta lentamente prendendo forma.
Il punto è che molte tessere di questo mosaico sono girate, sono a testa in giù sul mio tavolo e non riesco a vederle. So che basta allungare la mano per rovesciarle, ma non è così semplice.

Ci vorrà tempo, molto tempo, per avere il quadro completo, ma io non ho fretta … o forse sì, non so.

La mia R(i)evolution comincia da qui.
Continua a leggere...