5 ottobre 2015

#quotidieonline - 002 - EFFETTI COLLATERALI


Dita “scalpitanti” e occhio “acceso”, sono online. Ecco magari se accendessi pure il cervello…
Perché ho bisogno di una vita online? Ho mica bisogno raccontarmi? Pare di si.
Leggo svariate recensioni su questo libro uscito già da più di un anno: 
L’istinto di narrare. Come le storie ci hanno resi umani. 
di Jonathan Gottschall (Bollati Boringhieri)

Raccolgo spunti. [da qui]

 L’uomo è l’unico animale…. spontaneamente multiplo…. La finzione narrativa ci plasma….La vera migrazione che l’umanità sta compiendo non è quella verso lontani pianeti, ma verso i continenti fittizi… in questa overdose di virtualità….


L’Homo Sapiens. L’unico ad emozionarsi anche di fronte a informazioni slegate dal “qui ed ora”…

Comprerò il libro per aggiungere nuovi tasselli alla questione spinosa del “bisogno di raccontarsi on line”.
Certo è che il racconto non è la realtà e noi non siamo quello che raccontiamo.
Certo è che se volessi scrivere la mia autobiografia, lo potrei fare senza necessità di connessione.
Ma qui io non ci voglio scrivere pezzi della mia vita e basta.
Qui voglio selezionare, qui dentro non mi deve tornare l’immagine di me stessa che mi viene rimandata dalla realtà.  
E però non dovrà mai succedere che io stia meglio qui che la fuori…
E perché no?

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