25 ottobre 2015

Insieme Raccontamo 2 - La fatina del Mondo all'Ingiù





Saranno gli anni trascorsi a leggere a mio figlio favole, saranno i bellissimi albi illunstrati che da sei anni a questa parte mi passano tra le mani, ma io quando ho letto l'incipit del racconto di Patricia non ho potuto non pensare alla protagonista come a una fatina di un mondo sottosopra.
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Attenti alle diete.

Non accettare il proprio corpo è veramente una cosa difficile da vivere specialmente se si fa un lavoro che ti porta a stare in mezzo alla gente e sei un'adolescente.

Pensi sempre che qualcuno ti giudichi per quello che appari e molto spesso è così...io in realtà non ero grassa, ero robusta, cicciottella, soda e tonica ma qualcosa nel mio cervello mi diceva che ero enorme obesa e addirittura lo credevo guardandomi allo specchio.

A tredici anni di colpo mi arriva il primo ciclo mestruale e mi spuntano le tette:
 in tre mesi porto una quinta!
Ma vi rendete conto?

Alte, belle, grosse, sode, tonde... da invidia se ci ripenso oggi,
ma addosso a me le vedevo enormi, ingombranti, pesanti e siccome lavoravo in un ristorante ed dovevo usare la camicetta come divisa, tutti gli uomini e ragazzi alla quale servivo i piatti non potevano fare a meno di guardarle.

immagine presa dal web
Questo mi provocava imbarazzo, ero sempre con le guance rosse, e siccome ero ragazzina si divertivano a punzecchiarmi con battutine, carine e tenere ed io più mi arrabbiavo più loro ci scherzavano su.
Così comincia la mia ossessione:
 la DIETA!

Comincio a leggere i giornali, tutte diete fai da te, la dieta del minestrone, quella della cipolla;
 i beveroni: ai tempi c'era slim fast (c'è ancora?),  herba life, che era vietata la vendita in Italia e arrivava sottobanco dalla Spagna: mi sentivo una fuorilegge.

 E' un continuo altalenarsi di periodi in cui mangio al punto di vomitare e altri in cui seguo perfettamente un regime dietetico alimentare che mi fa dimagrire  ma che non risolve i problemi che ho nella testa.
 Quindi rimangio perché sono stanca di fare la dieta e ogni volta il peso riacquistato è maggiore.

Un cane che si morde la coda!

Come uscirne? Tutti mi dicevano:" Ma stai bene così!" ; "Ma che dieta devi fare?"
"Ma sei alta!"e così via. 
Un po' la gola, un po' la scarsa forza di carattere credo, rinunciavo facilmente.

Fino a quando decisi seriamente di aver bisogno di un professionista e mi affidai a lui.
Avevo 18 anni ormai,  mi prescrive una dieta iperproteica da seguire per 20 giorni ed io, specialmente per non deludere il mio fidanzato che ha pagato la parcella, non ho sgarrato.

Venti giorni dopo mi ripresento e addirittura lui ne rimane stupito: 
da 76  a 67 chili. Ben 9 chili in meno.

Come c'ero riuscita? Pensavo ogni giorno: ancora 15 giorni...ancora 14 giorni...ancora domani...
E POI??? SI RICOMINCIANO LE ABBUFFATE???
 Ma che senso ha questo ragionamento?
I 15 giorni successivi andavo in ferie, secondo voi: avrei potuto fare la dieta?
Tutte le sere un gelato enorme con panna montata, fragole, banana split ...
Insomma, rientro e mi trova con 6 chili in più.

"Pazienza", mi dice, "ripeti altri 20 giorni e ci rivediamo".

Ne sono bastati 2 di giorni, mi sono svegliata, mi sono seduta sul letto e quando ho cercato di alzarmi avevo la schiena bloccata, non riuscivo ad addrizzarla, un dolore lancinante:
Avevo scoperto cosa erano le coliche renali.
(e mi era andata ancora bene)

A quel punto: pronto soccorso, ricovero di 10 giorni, flebo ecc.. e il medico al momento delle dimissioni mi proibisce qualsiasi dieta per almeno 2 anni.

Ricordo il bel sorriso che gli feci.
Leda

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